E ora ci è scappato il morto. Non è il primo, probabilmente, e non sarà l’ultimo, certamente. Lo scorso 26 novembre ci ha lasciati Suchir Balaji, ex dipendente di OpenAI. La sua vicenda è tremendamente simile a quella di Aaron Swartz. E forse, anche lui non sarà morto invano.
Leggi tutto “Suchir Balaji, morto di Intelligenza Artificiale”

Violazione del database del Ministero dell’Interno: il problema è la gestione dei dati, non solo la sicurezza. È davvero necessario che siano raccolti tutti questi dati su di noi?
Perché l’arresto del signor Telegram deve preoccuparci. In ogni caso, non facciamoci distrarre dalle sirene della libertà di informazione. Non è attraverso Telegram che saremo liberi. La soluzione c’è (in fondo all’articolo).
Non è solo l’energia a rendere problematico il settore del web: adesso il problema è anche il consumo di acqua.
Si vociferava che Sam Altman, amministratore delegato (“padrino”, diciamo noi) di OpenAI, l’azienda che distribuisce ChatGPT, stesse conducendo un esperimento, uno dei più ampi mai realizzati in questo ambito, sul reddito di cittadinanza, fornendo a cittadini USA a basso reddito un sostegno mensile di 1.000 dollari per un periodo di tre anni, senza alcuna condizione. Ora sono usciti i risultati. 
Abbiamo fatto come al solito un buon lavoro. Dopo le prime difficoltà dovute all’irreperibilità del proiettore (grazie a Marco che ce l’ha prestato, e a Paolo che ha fatto da tassista) abbiamo affrontato tutti gli argomenti che ci eravamo prefissi.
Buona presenza di persone nonostante la comunicazione un po’ trascurata. Consistente, come sempre, la presenza femminile, che avrebbe potuto essere anche maggiore causa due assenti giustificate e associate in contumacia. Questo fatto (la presenza femminile, non la contumacia) ci rende unici tra le associazioni nerd.
Ci abbiamo provato. Era tutto pronto, eravamo disposti a tutto per una serata veramente nerd. Niente parole comprensibili, solo uno strettissimo gergo tecnico per iniziati.