FreedomBox, cos’è?

Ho ricevuto da un’amica la domanda di spiegazioni su FreedomBox, e riporto qui le considerazioni che ho raccolto.

Come dico spesso alla fine delle mie presentazioni, non siamo soli. C’è una miriade di progetti che, come noi si oppongono alla Bestia, e al controllo commerciale, politico e sociale che c’è dietro. Questi progetti consentono ai propri utenti di sfuggire alla pletora di servizi gratuiti per smartphone ovvero al data mining, alla censura e alla sorveglianza tramite le malefiche app che caratterizzano l’internet dei giorni nostri.

E per fortuna che ce ne sono, altrimenti la nostra sensazione di essere isolati, in mezzo a una folla di tecno-entusiasti, sarebbe ancora maggiore.

FreedomBox, dicevamo. è un progetto comunitario di personal mini server basati su software libero per social network distribuiti, email e comunicazioni audio/video. Il progetto fa capo a Eben Moglen, persona di rilievo nel campo del software libero, uno dei fondatori della Free Software Foundation. Con una campagna di crowd funding ha raccolto 86.724 dollari da 1.004 sostenitori.

FreedomBox è un personal server su cui è installato un sistema operativo libero, e applicazioni libere progettate per creare e salvaguardare la privacy personale.

Un insieme di software che possano essere eseguiti su plug computer che possano facilmente essere posizionati in abitazioni o uffici. Oltre a scaricare il sistema operativo, è possibile anche acquistare il mini server direttamente da loro. Promuovendo un decentramento delle installazioni hardware, il progetto spera che le FreedomBox “forniscano privacy nella vita quotidiana, e comunicazioni sicure per persone che desiderano mantenere la loro libertà in regimi oppressivi.”

Sostanzialmente, quello che fa EXIT (www.3x1t.org) a livello comunitario, FreedomBox lo fa a livello personale. Nella visione di FreedomBox, ognuno di noi dovrebbe avere un mini server in casa per coordinare le app del nostro smartphone: messaggistica, chiamate vocali, blogging, calendario, condivisione di file e navigazione privata (EXIT aggiunge a questi l’email).

Le premesse sono dunque le stesse di EXIT, ma gli utenti dei progetti sono completamente diversi: da un lato EXIT è un progetto creato ‘for dummies‘, e offre un servizio a una molteplicità di utenti attraverso un server professionale. Dall’altro lato FreedomBox è destinato a smanettoni, in grado di sobbarcarsi in proprio ‘lo sbatta’ di configurazione di servizi per la mobilità.

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