Addio Danilo, e grazie per tutto il pesce

Danilo Moi (a destra)

Quasi due settimane fa, al termine una lunga e dolorosa malattia, ci ha lasciati Danilo Moi, 44 anni, attivista per i diritti digitali, tecnico informatico, genio visionario.

Pochi di noi lo conoscevano, viveva a Quartu S.Elena, vicino a Cagliari, ma era socio fondatore dell’associazione Bije e del progetto EXIT. Era anche il mio personale ponte tra Verona, terra natia, e la Sardegna, terra amata.

Il dolore, che mi ha piegato in due, solo ora mi lascia la possibilità di scrivere queste poche, inutili righe, sulla sua figura, la sua esperienza, la sua eredità.

Quando qualcuno (molto raramente, in verità) fa un complimento alla mia intelligenza, invece di schernirmi con (falsa) modestia, rispondo dicendo “A volte può essere una maledizione!

Uso questa battuta, ironica e auto-perculatoria, per riportare a terra il mio ego, ad altezze più adeguate. Ma la situazione mi è stata ispirata proprio da Danilo. Per lui, sì, l’intelligenza è stata una maledizione, e una delle cause della sua sofferenza.

Quando tutto il mondo si accorge dell’emergenza dirompente di un fenomeno, può andare a leggere quello che aveva scritto Danilo dieci anni prima, e ci troverà la descrizione di quel fenomeno, e i motivi per cui si è determinato.

Non sto esagerando, e faccio esempi concreti: oggi noi stiamo combattendo una guerra (persa) contro Google & C. Ma nel 2003, quando Google stava emergendo dalla pletora di newco appena sopravvissute alla bolla delle dot com, cosa facevamo?

Non so voi, ma io ero impegnato nella lotta contro Microsoft, o micro$oft, o microzozz, come si diceva allora, il nemico di quel tempo. E su Google dicevo: ma guarda che figata questo motore di ricerca, veloce, efficace, senza pubblicità.

Danilo, cosa scriveva? Eccolo qua: Breve Indagine Su Google:

Perché l'Indagine Su Google?

-Il suo comportamento è quello di una multinazionale 'classica'.
-E' controllato politicamente.
-E' connesso a multinazionali come la Microsoft.
-Non rispetta la privacy dei suoi utenti.
-L'utilizzo dei dati archiviati non è chiaro.
-Il suo funzionamento non è di dominio pubblico.
-E' protetto da Copyright ma tale diritto tutela soltanto Google e non l'utente.
-Omette arbitrariamente o limita i risultati delle ricerche (e questo è l'aspetto che più ci interessa)

Aprile 2003, per fortuna la Rete tiene traccia di tutto.

Ancora un esempio, tra i mille disponibili. Per motivi anagrafici non potè essere parte del movimento free software: nel 1983, anno di fondazione della Free Software Foundation, aveva otto anni. Ma fu il creatore della community italiana di Creative Commons (l’estensione dei principi del free software alle opere artistiche).

Un’intuizione lungimirante, che infatti ben presto gli fu scippata dal CNR, carrozzone statale ben fornito di fondi pubblici, che la piccola e autofinanziata community non fu in grado di fronteggiare. Siamo ancora nel 2003.

Io lo conobbi allora, scrivevo su una rivista elettronica che trattava di tecnologia, Zeusnews, e fui impressionato da questo eretico, anarchico, miscredente tecnologo. Ne scrissi qui (microtransazioni biiettive) e qui (Equalism).

Ci scrivemmo. Diventammo amici, molto amici. Iniziammo l’amicizia via internet in un’era in cui i social media non esistevano, nemmeno nella testa dei loro creatori. Forse nella testa di Danilo, chissà… Negli ultimi anni, ci sentivamo, via telefono o via mail, almeno una volta al giorno. Era la dose di pesce per me, delfino affamato di intelligenza e ironia.

Altro esempio: Danilo mi diceva che le pale eoliche per lui erano una vaccata colossale. Sono brutte, ingombranti, innaturali, danneggiano il volo degli uccelli. “Perché non progettiamo un generatore di elettricità fatto come una canna di bambù, che oscilla al vento? La natura non può sbagliare.

Io lo deridevo. Poi, un giorno, il mio amico Paolo mi ha inviato un video su una innovativa tecnologia eolica.

 

Sono sobbalzato sulla sedia: “le canne! Diavolo di un Danilo, avevi ragione ancora.” Gli ho mandato subito una mail, era il 31 ottobre 2019. Non mi ha risposto: se ne stava andando, solo, in casa. Era sopravvissuto alla morte dell’adorato figlio Lorenzo, stroncato da un tumore, e alla susseguente dolorosa separazione dalla mamma del piccolo, sua compagna di una vita.

Si può essere circondati da moltitudini di amici, ma si muore sempre da soli. Addio Danilo, e grazie per tutto il pesce.

4 pensieri riguardo “Addio Danilo, e grazie per tutto il pesce”

  1. Ciao Danilo, sono contenta che tu sia passato di qua, ti sia intrattenuto (anche solo un po’) con gli animali e gli umani che sono il mio gruppo di vita. Ho visto la tua sofferenza, mi sei sembrato un coatto dentro il dolore, e ho provato male in colore cupo. Ti ho conosciuto e apprezzato un poco attraverso Michele, direttamente era difficile: una cena, forse due, qui a casa mia, non tanto di più. Credo a troppo poche cose presenti e future per dirti di più di ciao, ma posso aggiungere, per motivi tanto personali e profondi, ciao fratellino.

  2. Caro Michele abbiamo avuto la fortuna ed il piacere di conoscere Danilo ,lo ho tenuto in braccio da bambino abbiamo giocato assieme per tanti anni abbiamo discusso su tanti argomenti sono stato il Nonno felice di Lorenzo purtroppo tutto é finito Grazie Michele per l’amicizia che hai donato al mio carissimo Danilo Priamo

  3. Grazie per la condivisione. Mi dispiace per la dipartita di Danilo, sto leggendo i suoi testi e li trovo intriganti. Magari con il gruppo 3x1t ci sarà la possibilità di discuterli.

    Il link a cui rimandano i post originari non è più raggiungibile. Penso che abbia spostato il sito da iskida a un suo dominio. Solo che non so chi lo pagherà ora…
    http://www.equalism.org/

  4. Caro Danilo ti scrivo così ti ricordo un po’ e siccome sei tanto vicino pian piano ti parlerò Da quando sei partito c é una buona verità il tuo dolore é finito ma qualcosa dentro me non va Abbracciati forte Agostino assieme con Lorenzo,fallo anche per me che insieme a voi mi sento Priamo

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