Il futuro del lavoro, secondo il WEF, potrebbe essere più distopico di quanto pensassimo. Entro il 2030, l’IA non solo avrà un ruolo predominante, ma potrebbe rendere superflui molti lavori intellettuali. L’alba di una nuova era o l’inizio di una moderna rivolta luddista?
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Mark Zuckerberg rimuove da Meta il mitico fact-checking. Con questa mossa, sale sul carro dei vincitori, e si inchina al nuovo padrone dei social Elon Musk? A leggere i giornali, sembra che sia così. Ma la realtà è sempre più complessa di quanto appare, e il paraculismo dei padroni del mondo è senza fine.
Apple ha deciso di iniziare il 2025 col botto… o meglio, sborsando un assegno da 95 milioni di dollari. La questione riguarda Siri, l’assistente vocale che evidentemente ha un grande interesse per le conversazioni private degli utenti.
BigData: una risata li seppellirà
E ora ci è scappato il morto. Non è il primo, probabilmente, e non sarà l’ultimo, certamente. Lo scorso 26 novembre ci ha lasciati Suchir Balaji, ex dipendente di OpenAI. La sua vicenda è tremendamente simile a quella di Aaron Swartz. E forse, anche lui non sarà morto invano.
Violazione del database del Ministero dell’Interno: il problema è la gestione dei dati, non solo la sicurezza. È davvero necessario che siano raccolti tutti questi dati su di noi?
La quantità di energia richiesta dall’AI è sempre più fuori controllo. Le Big Tech sono alla ricerca di fonti energetiche alternative a quelle attuali in esaurimento. Ecco così che torna il fracking, pratica terribile, lavata con termini nuovi e più aggraziati.
Perché l’arresto del signor Telegram deve preoccuparci. In ogni caso, non facciamoci distrarre dalle sirene della libertà di informazione. Non è attraverso Telegram che saremo liberi. La soluzione c’è (in fondo all’articolo).
Non è solo l’energia a rendere problematico il settore del web: adesso il problema è anche il consumo di acqua.
Si vociferava che Sam Altman, amministratore delegato (“padrino”, diciamo noi) di OpenAI, l’azienda che distribuisce ChatGPT, stesse conducendo un esperimento, uno dei più ampi mai realizzati in questo ambito, sul reddito di cittadinanza, fornendo a cittadini USA a basso reddito un sostegno mensile di 1.000 dollari per un periodo di tre anni, senza alcuna condizione. Ora sono usciti i risultati.